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Consorzio Forestale Pizzo d'Alvano


Il consiglio comunale di Quindici ha approvato il 9 agosto 2009 la costituzione del Consorzio Forestale “Pizzo d’Alvano”. Cinquecento ettari di bosco saranno messi a disposizione dal Comune per rilanciare contemporaneamente le politiche ambientaliste, occupazionali ed economiche dell’intera popolazione. Un patrimonio stimato in oltre quattro milioni di euro sul cui sfondo già aleggiano le infinite possibilità offerte dai fondi Por 2007-2013. Sono queste, in sostanza, le ragioni e gli auspici celati dietro l’operazione del Comune che prevede anche la partecipazione di privati imprenditori. L’idea perseguita dall’amministrazione comunale è quella relativa alla fondazione di una società di gestione pubblico-privata del patrimonio agro-silvo-pastorale.

Un consorzio, per l’appunto, con prevalente capitale pubblico e al cui interno possano trovare spazio anche le risorse di quei privati imprenditori che intendono investire sulle aree verdi facenti parte del territorio comunale quindicese. Lo strumento associativo, infatti, permette una più razionale gestione del patrimonio. Allo stesso tempo, la struttura dei soci privati garantisce la copertura di tutte le fasi delle attività, sia tecniche e amministrative che operative e di mercato.

Non solo. Il consorzio realizzerà sui terreni tutta la progettazione possibile al fine di accedere ai fondi che a tale scopo sono messi annualmente a disposizione dall’Unione Europea, dallo Stato e dalla Regione Campania.

La normativa comunitaria vigente in materia – “Regolamento sul sostegno allo sviluppo rurale” (Reg. U.E. 1257/99) –  prevede infatti aiuti per «associazioni di imprenditori forestali costituite al fine di aiutare i loro membri a realizzare una gestione più sostenibile ed efficiente delle foreste». Sulla stessa falsariga si pone, poi, anche il Legislatore nazionale che all’art. 5 del Decreto L.vo n. 227 del 18 maggio 2001 – “Decreto legislativo in materia di orientamento e modernizzazione del settore forestale” – recita testualmente: «Le Regioni e gli Enti Locali promuovono la costituzione o la partecipazione ai Consorzi forestali o altre forme associative. Ai predetti organismi possono partecipare, anche ai fini di un miglior coordinamento della gestione, soggetti privati».

Foto: Consorzio Forestale Pizzo d'Alvano

Consorzio Forestale Pizzo d'Alvano

Foto: Panorama con Frane

Panorama con Frane

Mulini ad acqua


Il complesso architettonico dei Mulini ad acqua si estende ai piedi delle montagne a sud di Quindici e distano dal centro abitato circa 1 km .
Da fonti documentarie sappiamo che un mulino esisteva a Quindici già nel 1226. Nell’Ottocento si registrano ben cinque mulini attivi.
I 6 mulini erano disposti uno dietro l’altro, seguendo il pendio del terreno, in modo che la stessa acqua azionasse gli ingranaggi degli stessi. Sono rimasti in funzione fino all’inizio della prima guerra mondiale.
Attualmente si possono ammirare:

  • la “Torre Vecchia” appartenente al primo dei sei mulini. È alta m. 10 con una base di m. 6 x 6. alla sua sommità si può notare il punto d’appoggio dell’arco portante l’acquedotto;
  • una seconda torre delle stesse dimensioni della precedente. Essa si trova nelle campagne lungo il burrone che dalla Torre Vecchia porta verso i Mulini;
  • il complesso dei Mulini con la Torre Rossa (m. 6 x 6 x 10), l’arco portante dell’acquedotto e una torre di minori dimensioni;
  • altre due torri per mulino ad acqua  sono più a monte, immerse nella vegetazione boschiva. Accanto ad esse è l’impianto per la captazione e smistamento della sorgente idrica di Quindici.

L’amenità del luogo offre ai visitatori un’oasi di frescura e di tranquillità.

Foto: I Mulini

I Mulini

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